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Pennac Daniel

Diario di scuola
Il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni. In verità dicendo "alunni" si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto di vista degli “sfaticati”, dei “fannulloni”, degli “scavezzacollo”, dei “cattivi soggetti”, insomma di quelli che vanno male a scuola. Pennac, ex scaldabanco lui stesso, studia questa figura popolare e ampiamente diffusa dandogli nobiltà, restituendogli anche il peso d’angoscia e di dolore che gli appartiene. Il libro mescola ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, sulle universali disfunzioni dell’istituto scolastico, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla devastazione introdotta dal giovanilismo, sul ruolo della televisione e di tutte le declinazioni dei media contemporanei. E da questo rovistare nel “mal di scuola” che attraversa con vitalissima continuità i vagabondaggi narrativi di Pennac vediamo anche spuntare una non mai sedata sete di sapere e d’imparare che contrariamente ai più triti luoghi comuni, anima – secondo Pennac – i giovani di oggi come quelli di ieri.
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Fine Anne

Bambini di farina
In una scuola inglese, in una classe di studenti irrecuperabili, i ragazzi vengono coinvolti in una sorta di esperimento scientifico che consiste nel ricevere un sacco di farina di tre chili - il peso di un bambino neonato - e accudirlo per tre settimane, stando attenti che non corra pericoli, non si sporchi, non perda peso e non venga rosicchiato dal cane. Il lavoro di baby sitter è pesante e le insidie sono molteplici: in uno spogliatoio maschile di un campo da calcio, per esempio, la speranza di vita di un bambino di farina si misura in minuti... Come in altri suoi libri l'autrice affronta con grande sensibilità i problemi che nascono dal rapporto tra adulti e ragazzi in una combinazione del tutto particolare tra realismo e gusto per l'assurdo.
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Avia Rodrigo Muñoz

Ciò che non sappiamo
Alberto, professore di filosofia, è al suo primo incarico. Il suo primo giorno di scuola è nervoso e turbato e per di più scopre che fra le varie classi gli è stata affidata anche la 3.a C, la classe con gli alunni più difficili, soprattutto Daniel Parker. Appena Alberto entra in classe, lo vede mentre suona la batteria sul banco e balla sfrenatamente, nel caos generale. Alberto però è un professore diverso dagli altri: non urla, non perde le staffe, non si scompone. Il suo atteggiamento franco, pacato, conciliante, l'aria sorridente rilassata e il suo modo di fare alquanto insolito ben presto gli procurano la fiducia e la simpatia dei ragazzi, anche di Parker.
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Wollf Tobias

Quell'anno a scuola
È il 1960, JFK è appena stato eletto, ma alla Hill School la notizia è la visita di Hemingway: il grande scrittore consegnerà il premio letterario della scuola al miglior racconto. Uno degli studenti, il più povero e complessato, pensa di scrivere la storia che gli darà fama e riconoscimento sociale. Ma la sua opera viene smascherata come il puro plagio di un racconto altrui. Esplode lo scandalo e il ragazzo viene cacciato dalla scuola. Raccontata vent'anni più tardi, dal ragazzo stesso, diventato scrittore affermato, questa storia tormentata si staglia nella mente del lettore come il congedo nostalgico dall'ultimo istante dorato che precede la fine dell'innocenza.